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Paragrafo 6 . I difficili inizi della Spagna repubblicana.

     
Nel  gennaio  del  1930 Miguel Primo de Rivera,  che  nel  1923  aveva
instaurato  un  regime  dittatoriale con  l'appoggio  del  re  Alfonso
tredicesimo  (vedi  capitolo  Tre, paragrafo  6),  indebolito  da  una
crescente  opposizione  politico-sociale, fu costretto  a  dimettersi.
L'anno  successivo,  in  seguito all'ampio successo  elettorale  delle
forze democratiche e repubblicane, il sovrano abbandon la Spagna.  Si
form cos una repubblica democratica, il cui governo avvi la riforma
agraria attraverso la socializzazione dei latifondi; riconobbe inoltre
l'autonomia  della  Catalogna  e  dei  paesi  baschi,  nazionalizz  i
principali servizi pubblici e laicizz il sistema educativo.
     Le  riforme del governo repubblicano riscossero un vasto consenso
presso  le  classi  medie. Le masse contadine ed  operaie  invece  non
videro  soddisfatta  la  loro aspirazione ad  una  maggiore  giustizia
economica   e   sociale,   ed  esternarono  lo  scontento   attraverso
manifestazioni, spesso degenerate in episodi di violenza, che  vennero
duramente represse. Le forze conservatrici e reazionarie reagirono con
il  blocco  degli investimenti e l'esportazione dei capitali,  e  alle
elezioni  del  novembre 1933, svoltesi in un clima di  grave  tensione
sociale,  riuscirono ad ottenere la maggioranza. Si  form  quindi  un
governo conservatore, sostenuto dalla destra aristocratica e clericale
e dalla borghesia industriale, che blocc le riforme.
     Il  nuovo  indirizzo politico suscit l'immediata reazione  delle
sinistre   e   delle  masse  lavoratrici,  duramente   colpite   dalla
disoccupazione,  dalla  miseria e dalla fame, causate  dall'aggravarsi
della  crisi  economica; scioperi e tumulti si verificarono  in  varie
parti del paese. Le varie forze di sinistra si unirono per dar vita ad
azioni  insurrezionali;  la  pi importante  di  queste,  verificatasi
nell'ottobre  del  1934  nelle Asturie, venne soffocata  dall'esercito
guidato  dal  generale  Francisco  Franco  Bahamonde  dopo  sanguinosi
scontri,  che provocarono 4000 morti e 7000 feriti. La grave  tensione
politico-sociale  indebol il governo, mentre le  sinistre,  ritrovata
l'unit d'azione, si rafforzarono. Alle elezioni del febbraio 1936  il
"fronte  popolare", comprendente repubblicani di sinistra, socialisti,
comunisti, trotzkisti e separatisti catalani, ottenne la maggioranza.
     Il  governo  del "fronte popolare" riprese l'azione riformatrice,
ma  si  trov  di  nuovo  compresso tra due  spinte  contrapposte.  La
sinistra  socialista,  gli  anarchici e  i  trotzkisti  premevano  per
proseguire  verso la rivoluzione e spingevano in tal  senso  le  masse
contadine   ed   operaie,  che  esprimevano  la  loro  insoddisfazione
attraverso  scioperi, occupazioni di terre e di fabbriche, aggressioni
a  proprietari ed ecclesiastici, devastazione di chiese e conventi. Le
destre  miravano  decisamente al rovesciamento  della  repubblica.  Il
padronato  agrario  e  industriale blocc investimenti  e  produzione,
mentre  gli  squadristi della falange (movimento fascista fondato  nel
1934  da  Jos  Antonio Primo de Rivera, figlio del  generale  Miguel)
scatenavano  la violenza contro gli avversari politici e cercavano  di
suscitare  un clima di paura e di crociata anticomunista. Infine,  nel
luglio del 1936, l'esercito tent la strada del colpo di stato. La
     
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     sollevazione   ebbe   inizio  nei  territori   marocchini   sotto
controllo  spagnolo, guidata da alcuni generali tra i quali  Francisco
Franco Bahamonde, e dilag rapidamente sul continente; vi aderirono la
maggioranza  degli ufficiali, gran parte delle truppe,  la  polizia  e
l'alta  burocrazia,  che  ebbero  il sostegno  della  ricca  borghesia
imprenditoriale,  dell'aristocrazia terriera e  delle  alte  gerarchie
ecclesiastiche. Il governo repubblicano, mobilitando  le  masse  e  le
truppe   rimaste   fedeli,  riusc  ad  organizzare   una   resistenza
inizialmente  efficace.  Aveva  cos  origine  una  sanguinosa  guerra
civile.
